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Time Machine LAD

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La Time Machine è una applicazione di realtà virtuale, punto di arrivo di un lungo processo di ricerca svolto nell'arco del progetto Itinera,
La Time Machine è un gioco interattivo realizzato in grafica 3D, ambientato sul sito archeologico di Faragola (Ascoli Satriano, FG), sviluppato sulla base della documentazione scientifico-archeologica prodotta.
Il giocatore indossa i panni di un viaggiatore nel tempo e viene guidato a ritroso nel tempo, e accompagnato attraverso continui passaggi fra realtà archeologica e immaginazione ricostruttiva, che evidenziano il rapporto di simbiosi fra la stratigrafia e l’interpretazione delle tracce.

Aiutato da un pannello di controllo il viaggiatore può accedere interattivamente al sito, passando in qualsiasi momento dalla modalità che rappresenta il “come è oggi” a quella che visualizza il “come gli archeologi lo immaginano”. Semplici pulsanti permettono di andare avanti e indietro nel tempo, nelle diverse fasi, e di visitare liberamente i mondi immaginari corrispondenti alle diverse ipotesi ricostruttive del sito, fino al suo abbandono. Si può camminare sui pavimenti delle diverse fasi di vita della villa, ma anche sugli strati di vita altomedievali e sui crolli del definitivo abbandono.

Le ricostruzioni

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Sono stati implementati quattro diversi momenti di vita del sito, relativi a circa quattro secoli di vita, che non esauriscono certo la lunga sequenza di fasi insediative attestate a Faragola, che si spera potranno essere inserite in una prossima release del prototipo.

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Costruendo la Time Machine ...

La villa agli inizi del V secolo

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La prima fase ci trasporta nell'anno 400 AD circa, nella prima fase tardoantica, in cui vennero realizzati i principali ambienti della villa, ovvero la grande sala di rappresentanza (cenatio) e il complesso termale.


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Presso il triclinio, nel 400 d.C.

Nella villa, a metà del V secolo ...

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Nella seconda fase il viaggiatore ha modo di interagire con le modifiche subite dagli ambienti della villa, ed ammirare i rifacimenti dei pavimenti (450 AD circa).


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Un banchetto sulla stibadium

Nell'Altomedioevo

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Allo stesso modo ha la possibilità di visitare lo stesso luogo nei secoli dell'Alto Medioevo (600 AD), quando il sito subì modifiche radicali che lo trasformarono in un villaggio rurale, in cui le antiche strutture erano riutilizzate per scopi completamente diversi, dall'allevamento di ovini alla forgiatura del ferro.


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Una bottega installata nel portico della villa

Il definitivo abbandono

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Infine si può visitare la fase di abbandono definitivo del sito, avvenuto intorno all'anno 700.


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La sala da pranzo della villa è trasformata in un ovile

Le "piante" di fase tridimensionali

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L'interazione virtuale non si limita ad un viaggio nel tempo; il viaggiatore può infatti in ogni momento passare dalla ricostruzione della vita del sito alla visita al cantiere di scavo archeologico virtuale e interagire con la documentazione archeologica, muovendosi in 'modelli di fase' ossia piante di fase tridimensionali, e a suo modo, mediante il parallelismo del riscontro, validare le ipotesi ricostruttive elaborate dagli archeologi che hanno scavato e interpretato il sito.
Il passaggio alla ricostruzione assume in quest’ottica il valore di passaggio logico, verso livelli di astrazione crescenti, e crescenti elementi di dubbio.
Immaginare infatti è un'operazione naturale, che ricondotta in un sistema di coordinate attendibili riesce a divenire un atto di conoscenza scientifica.


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"pianta" di fase. I crolli del definitivo abbandono

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